Come gestire i contratti di energia durante la vendita della vostra abitazione?

Vendere un immobile implica di chiudere i contratti di energia legati all’indirizzo prima della consegna delle chiavi. Il contratto di elettricità o gas è associato a un punto di consegna e al nome dell’occupante, non al bene stesso. Finché la cessazione non è effettiva, il venditore rimane responsabile dei consumi registrati al contatore.

Rilevamento del contatore il giorno della vendita: il punto di attrito da anticipare

Il Mediatore nazionale dell’energia segnala dal 2023 un aumento delle controversie legate agli indici di rilevamento durante la vendita di un immobile. Le contestazioni riguardano consumi fatturati al venditore anche se realizzati dopo la sua partenza. Questo tipo di controversia si risolve difficilmente a posteriori.

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La soluzione più affidabile rimane il rilevamento contraddittorio il giorno della firma dell’atto autentico. Venditore e acquirente annotano insieme l’indice visualizzato su ogni contatore (elettricità e gas), poi ciascuno conserva una copia datata e firmata. Questo documento serve come prova in caso di disaccordo con il fornitore.

Con un contatore comunicante Linky o Gazpar, l’indice viene trasmesso automaticamente al fornitore. La telelettura semplifica la procedura, ma non esonera dal verificare che l’indice preso in considerazione dal fornitore corrisponda a quello del giorno della vendita. Un ritardo di qualche giorno può rappresentare un importo non trascurabile in periodo di riscaldamento.

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Prima di contattare il fornitore per richiedere la chiusura, la procedura di cessazione contratto EDF durante la vendita prevede di trasmettere questo indice rilevato, accompagnato dalla data esatta di consegna delle chiavi.

Cessazione del contratto di elettricità e gas: tempi e modalità pratiche

Proprietario che gestisce il trasferimento dei contratti di energia durante la preparazione di un trasloco

La cessazione di un contratto di energia per un privato è gratuita e senza impegno di durata sulle offerte classiche. La maggior parte dei fornitori richiede un preavviso di qualche giorno, ma accettano una data di cessazione precisa se comunicata in anticipo.

Il venditore deve cessare personalmente i suoi contratti. L’acquirente non può farlo al suo posto, e il notaio non ha alcun obbligo di occuparsene. L’iniziativa spetta quindi interamente al proprietario uscente.

Per avviare la cessazione, sono necessari tre elementi:

  • Il numero di punto di consegna (PDL per l’elettricità, PCE per il gas), stampato su ogni fattura o accessibile dall’area clienti del fornitore
  • La data desiderata di fine contratto, che corrisponde idealmente al giorno della firma dal notaio o della consegna delle chiavi
  • L’indice di consumo rilevato in quella data, o la conferma che il contatore comunicante trasmetterà l’indice automaticamente

La richiesta può essere effettuata online, per telefono o per posta a seconda dei fornitori. La fattura di chiusura viene generalmente emessa entro poche settimane.

Offerte a prezzo fisso pluriennali: un caso particolare

Da quando è scoppiata la crisi energetica nel 2022, alcuni fornitori alternativi hanno inasprito le condizioni di cessazione anticipata sulle offerte a prezzo fisso che impegnano per diversi anni. Possono essere applicate spese di cessazione anticipata su questi contratti specifici. Prima di firmare un compromesso di vendita, è utile verificare le condizioni generali del proprio contratto per evitare un costo imprevisto al momento della chiusura.

Contratto di energia del nuovo proprietario: cosa succede dal lato dell’acquirente

Non appena il venditore cessa, il punto di consegna passa in stato “staccato” o “in attesa”. L’acquirente deve sottoscrivere il proprio contratto di energia affinché l’elettricità e il gas siano attivati a suo nome.

Se l’acquirente ritarda a sottoscrivere, si presentano due situazioni:

  • Su un contatore Linky o Gazpar, il fornitore uscente può staccare l’alimentazione a distanza qualche giorno dopo la cessazione, lasciando l’acquirente senza energia al suo arrivo
  • Su un contatore classico, l’elettricità può rimanere attiva per un certo periodo senza che alcun contratto sia associato, generando consumi non attribuiti e rischi di fatturazione retroattiva

L’acquirente ha la libera scelta del suo fornitore. Non è obbligato a riprendere lo stesso dell’ex proprietario. L’attivazione è fatturata dal gestore di rete (Enedis per l’elettricità, GRDF per il gas), indipendentemente dal fornitore commerciale scelto.

Coppia di nuovi proprietari che confrontano le offerte di contratti di energia per il loro nuovo immobile

Strategia di tempistica tra compromesso e atto autentico

Cessare troppo presto espone il venditore a una interruzione dell’energia mentre occupa ancora l’immobile. Cessare troppo tardi lo rende responsabile dei consumi del nuovo proprietario. La data di cessazione deve coincidere con la consegna effettiva delle chiavi.

La fine del blocco tariffario sul gas e l’evoluzione delle tariffe regolamentate dell’elettricità aggiungono una dimensione finanziaria a questo calendario. Un venditore che cessa un contratto precedente beneficiando di una tariffa protetta può trovarsi, per il suo nuovo immobile, di fronte a offerte commerciali meno vantaggiose. Coordinare la data di cessazione con la sottoscrizione al nuovo domicilio consente di evitare un periodo senza contratto in cui le condizioni tariffarie disponibili sarebbero cambiate.

Il compromesso di vendita menziona generalmente una data prevista di firma dell’atto autentico. Questa data serve come riferimento per pianificare la cessazione. Contattare il fornitore una o due settimane prima è sufficiente nella maggior parte dei casi per programmare la chiusura nel giorno esatto desiderato.

Il punto spesso trascurato rimane il coordinamento tra venditore e acquirente. Uno scambio diretto sulla data di attivazione desiderata dall’acquirente evita qualsiasi incertezza e qualsiasi periodo senza contratto associato al contatore. Questa semplice discussione, spesso facilitata dal notaio o dall’agente immobiliare, riduce il rischio di controversie sui consumi di transizione.

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